Vigolo Vattaro

Vigolo Vattaro (Vìgol in dialetto trentino) è una frazione del comune italiano dell’Altopiano della Vigolana, nella provincia autonoma di Trento, a pochi chilometri da Trento e dal lago di Caldonazzo. Sorge a 725 metri sopra il livello del mare. Si tratta di un insediamento umano antico, posto sulla strada romana che collega la Valsugana con la Valle dell’Adige. Interessanti furono le scoperte archeologiche romane, tra cui una strada selciata. Sicuramente il sito di Vigolo Vattaro fu interessato dalla colonizzazione romana gravitando politicamente sul “Municipium” di Trento. Proprio ai romani sembra debba il nome “Viculus”, ossia piccolo villaggio.

Le invasioni barbariche, che segnano il passaggio fra l’epoca antica e quella altomedievale, non lasciarono intaccato il paese. Nel Medioevo Vigolo Vattaro era difeso dal Castello di Vigolo e dalla Torre di Mattarello ma, nonostante ciò, il paese soffrì più volte per il passaggio di eserciti e subì il sacco dei rivoltosi trentini.

Negli anni seguenti Vigolo condividerà la propria sorte con buona parte del Trentino subendo le invasioni napoleoniche che tanto costarono alla nostra comunità sia in disagi che in ristrettezze economiche.

Ben più disastrose furono le conseguenze della crisi economica che costrinsero, nella seconda metà dell’Ottocento, tante famiglie ad emigrare. Nel corso di quegli anni quasi un terzo della popolazione lasciò la propria terra, condividendo l’amara sorte di tanti trentini. Si possono ancora leggere negli atti della cancelleria comunale del 1875 “…per deliberare sui ricorsi presentati da alcuni individui che divisarono di emigrare nell’America per l’importo da corrispondersi al Comune, vennero formate tre classi…e venne deliberato di corrispondere a quelli della prima classe: adulti f. 4 per persona e sotto gli anni 11 f. 2 e sotto ai due anni nulla …”.

Santa Paolina

Tabarelli brasiliani in pellegrinaggio da Madre Paulina

A questi avvenimenti è legata la storia e il culto di Santa Paolina, al secolo Amabile Visintainer, nata a Vigolo Vattaro il 16 dicembre 1965, emigrata con la sua famiglia nello Stato di Santa Caterina in Brasile. Era l’anno 1865. Suo padre ed altri sei capifamiglia fondarono Vigolo nell’attuale comune di Nova Trento. Fondatrice della Congregazione delle Piccole Suore della Immacolata Concezione (agosto 1895) rappresenta la testimonianza eroica dello spirito di solidarietà e di attenzione ai più deboli, fondamentale valore civile e religioso della nostra comunità. Morì a San Paolo il 9 luglio 1942. Il 16 ottobre 1991 è stata dichiarata Beata a Florianopolis. Il 19 maggio 2002 è stata dichiarata Santa da papa Giovanni Paolo II° a Roma.

Uno dei rami della famiglia dei Tabarelli de Fatis, che si era divisa in quattro rami: è andato a Vigolo Vattaro (e poi a Trento). La sua presenza è testimoniata soprattutto dal Castello di Vigolo e dallo stemma della Famiglia murato a fianco dell’altare maggiore nella chiesa di san Giorgio.

Stemma della famiglia Tabarelli De Fatis murato nella chiesa di San Giorgio a Vigolo Vattaro

L’età moderna: i de Fatis

La famiglia de Fatis discendeva da quella dei signori di Terlago. Inurbatasi alla fine del XIV secolo, aveva guadagnato posizione nella scala sociale della città attraverso l’esercizio dell’avvocatura. A partire dalla metà del Quattrocento, i de Fatis orientarono decisamente i propri interessi verso l’altopiano della Vigolana, e si fecero spazio nella zona attraverso un’attenta politica matrimoniale. L’assorbimento di diritti appartenuti a casate in via di dissolvimento e il conseguente acquisto di redditi decimali (oggetto per eccellenza delle investiture feudali) furono le mosse decisive e vincenti per la promozione sociale del casato. Dapprima vi fu l’acquisizione di parte dei diritti dei signori di Caldonazzo-Castelnuovo: nei primi decenni del Quattrocento, questi erano passati per via matrimoniale ai signori di Montebello, la cui ultima erede, Dorotea, andò sposa a Tommaso figlio di Paolo detto “Tabarello” de Fatis, giurisperito e personaggio più in vista della famiglia in quel periodo. Negli stessi anni, anche l’eredità dei signori di Castellalto passò ai de Fatis grazie al matrimonio di Antonio, cugino di Paolo “Tabarello”, con Lucia Caterina di Castellalto. Infine vi fu l’acquisto del castello, che Cristoforo Murlini vendette nel 1477 a Tommaso Tabarelli de Fatis (l’investitura vescovile perfezionò il passaggio il 27 marzo 1479). Il castello, che al momento della vendita era “diruptum”, vide nel giro di qualche anno una “spettacolare… trasformazione della cellula castellana medievale in residenza nobile di campagna”.

Il nome dei Tabarelli de Fatis porta a parlare anche della storia della chiesa di San Giorgio di Vigolo Vattaro.

Terlago

Terlago (Terlác in dialetto trentino) un piccolo paese a ovest di Trento sulla strada per le Valli Giudicarie e del Sarca, appartiene alla provincia di Trento e dista 9 chilometri da Trento, capoluogo della omonima provincia. Dal 1º gennaio 2016 si è fuso con i comuni di Padergnone e Vezzano per formare il nuovo comune di Vallelaghi. Il toponimo Terlago deriva dal latino inter (fra) e lacus (lago), ovvero “tra i laghi”, ed è quindi riferito alle ampie zone lacustri che in origine circondavano l’abitato. Terlago in epoca medievale divenne uno dei nodi principali sulla via di collegamento fra Anaunia, Valle dell’Adige e il Piano del Sarca (strada della Rezia) e il castello dei Conti di Terlago, costruito in posizione dominante ai margini dell’abitato, aveva la funzione di controllo su quest’importante via di transito.

Degno di interesse per noi, accanto ad altri palazzi, residenze di diverse famiglie nobili, è soprattutto il Palazzo Tabarelli de Fatis. A Terlago ha origine appunto la famiglia Tabarelli de Fatis. Fino a quasi tutto il 1700 i membri di questa famiglia si sono sempre chiamati TERLAGO DE FATIS (e DE FATIS TERLAGO) “dicti” o “cognominati” TABARELLI.

Abbiamo trovato la genealogia della famiglia Tabarelli e Tabarelli de Fatis nell’archivio della memoria dell’Ecomuseo della Valle dei Laghi che copre il periodo dal 1573 al 1923.
https://archiviomemoria.ecomuseovalledeilaghi.it/s/genealogia/item/8251

La famiglia si è poi divisa in quattro rami: l’uno è rimasto a Terlago, il secondo è andato in Val di Cembra (a Faver), il terzo a Tassullo (Val di Non) e il quarto a Vigolo Vattaro (e poi a Trento).

Paraguay

La presenza di famiglie Tabarelli in Brasile è conseguenza di flussi emigratori nei periodi difficili dell’inizio del ‘900. Delle vostre famiglie desideriamo conoscere la storia e la provenienza. Grazie.

Angel Samuel Garay Tabarelli 

Celia Magdalena Tabarelli Mazó
Cristobal Fidencio Tabarelli Ortiz

Dario Manuel Tabarelli Encina

Elisa Tabarelli

Eunice Tabarelli

Fernanda Tabarelli

Fredy Andres Garay Tabarelli 

Jazmin Guadalupe Tabarelli

Luis Tabarelli

Marcos Gabriel Tabarelli

Matias Isaac Garay Tabarelli 

Melissa Belen Arce Tabarelli

Milciades Rene Ugarte Tabarelli

Natalia Tabarelli (Natü)

Rebeca Tabarelli

Ricardo Tabarelli

Ruth Noemi Tabarelli Cañisa

Sara Ester Tabarelli Encina

Sebastian Garay Tabarelli

Tania Tabarelli

Vale Ugarte Tabarelli

Walter Tabarelli Yedalia Tabarelli

Austria

Alcuni Tabarelli vivono anche in Austria. Ne abbiamo identificati quattro gruppi:

Espedito (1902-1986) da Laives emigrò in Austria nel 1940 risiedendo a Dornbirn nel Voralberg. Egli ha avuto tre figli: Franz Josef (*1927), Erna e Maria.

La sorellastra di Giacomo Tabarelli (*25.08.1839), Angela Tabarelli (*7.1.1860) è emigrata nel Voralberg (Austria) ed ha avuto a Bregenz e a Dornbirn tre figli illegittimi. Se questi discendenti abbiano il nome di Tabarelli non si è potuto finora accertare.

Narciso von Tabarelli de Fatis , nato a Terlago (?), sposa Filomena e si stabilisce a Innsbruck, dove lavora ed è poi sepolto a Wilten. Il figlio Viktor Tabarelli de Fatis, nato a Innsbruck il (27.6.1895-) ha una figlia Herlinde Wurzer (tel ditta Jakob Wurzer 05222-21034, privato 43179)

Altra famiglia: discendenti di Giovanni Tabarelli (*2.7.1789); Giovanni Maria Tabarelli (1819) sposato con Margarita Paulazzi; Paolo Tabarelli (*1864 a Faver) sposato con Angela Bazzanella; Rupert Tabarelli (*26.5.1898 a Egna-Neumarkt +8.8.1955 nel Voralberg) sposato con Angelica Pinter (*30.11.1900 a Buchholz-Pochi? E +18.12.1950 in Voralberg). Figli:
Aldo Tabarelli, non sposato (*14.04.1927 a Laives +25.12.1974 a Dornbirn);
Rita Tabarelli (*4.1.1932) sposata;
Josefine Tabarelli (*10.11.1924) sposata;
Otto Viktor Tabarelli (*17.9.1920 a Egna, sposato con Irmalinde Sahler (*22.8.1930° Dornbirn in Voralberg): figlia Margit Bernadette (*23.1.1952)

(dati trasmessi da Otto Tabarelli il 27 aprile 1983, indir.: Lange Mähder 33, A 6850 Dornbirn)

1 A cura di Michael Ferdinand Tabarelli, Herford (Germania), settembre 1998.

Germania

La scoperta di famiglie col nome Tabarelli in Germania è stata casuale. Mio fratello Remo, emigrato in Germania nel 1958 si è stabilito vicino a Monaco a Unterschleißheim e poi in Lohhof, (Baviera) dove ha impiantato un’azienda sul cui frontale aveva scritto “Marmor Tabarelli”.
Un signore in vacanza da quelle parti, vedendo questa scritta, ha voluto fotografarla per farla vedere ad una famiglia amica di Hattenheim (nell’Hessen) che porta questo nome. Lothar e Agnes Tabarelli si sono incuriositi e, fatte delle ricerche, hanno telefonato alla ditta “Marmor Tabarelli” per avere loro notizie. Mia nipote Franca ha dato poche indicazioni e li ha indirizzati a me (suo zio) dicendo che stavo facendo ricerche genealogiche sulla famiglia. Così nel 1991 mi è arrivata di sorpresa una lettera che riportava la tabella genealogica della sua famiglia. Lothar ha interessato suo padre e poi suo cugino Michael (notaio di Herford) che aveva già fatto per conto proprio ricerche sulla provenienza della sua famiglia.

In Germania ho scoperto due gruppi di famiglie Tabarelli: il primo gruppo nella zona del Reno che ha origine da Trechtlingshausen. L’altro gruppo si è scoperto dopo la riunificazione delle due Germanie e abita in Sassonia, e nel settembre 1996 ha organizzato presso il castello di Meisdorf il primo raduno dei Tabarelli tedeschi, cui pure io ho partecipato.

Primo incontro di famiglie Tabarelli in Germania nel 1997

La famiglia Tabarelli di Trechtingshausen ha origine attorno al 1880 da Giacomo Tabarelli, proveniente da Ospedaletto in Valsugana. Giacomo partecipò al restauro delle rovine di Reichenstein riportandole al loro originario e storico splendore. Sembra si debbano attribuire a lui i mosaici del castello, cosa del resto storicamente non tramandata. D’altra parte ci sono delle fonti di tradizione familiare secondo cui si può presumere ciò. Giacomo Tabarelli deve essere stato un imprenditore autonomo, cosa che a quell’epoca significava occupare dei dipendenti che lui avrebbe portato dal Sudtirolo.

Comunque, Giacomo è rimasto a Trechtlingshausen e dalla convivenza con Caterina Poss ha avuto cinque figli dei quali solo due sono sopravvissuti all’infanzia, cioè Jakob (*13.03.1885 – e Johann *12.12.1889). Da questi si formano ulteriori ceppi.

Di conseguenza, dal 1773 ad oggi ci sono complessivamente 8 generazioni:

  1. l’albero di Giacomo da Ospedaletto,
  2. l’albero del nipote Giacomo a Trechtlingshausen
  3. l’albero del figlio Jakob e
  4. l’albero del figlio Johann.

Alleghiamo anche la fotocopia una tavola famigliare degli antenati e parenti da Ospedaletto. Sarebbe bello che questa venisse tramandata alle prossime generazioni affinché sappiano da dove proviene il loro nome italiano e chi sono i loro parenti in Germania.

Ad Ospedaletto al momento attuale non esiste più alcuna famiglia di nome Tabarelli, ma ce ne sono in altri luoghi, soprattutto a Terlago e Faver. Nel Sudtirolo non abbiamo più parenti, perlomeno nessuno di nome Tabarelli che discenda da Giacomo Tabarelli, nato nel 1773. Dove sia nato questo antenato Giacomo non ci è dato di sapere, comunque non ad Ospedaletto né a Faver.

La sorellastra di Giacomo Tabarelli (*25.08.1839), Angela Tabarelli (*7.1.1860) è emigrata nel Voralberg (Austria) ed ha avuto a Bregenz e a Dornbirn tre figli illegittimi. Se questi discendenti abbiano il nome di Tabarelli non si è potuto finora accertare.

Una parte della famiglia Tabarelli ha ricevuto il titolo nobiliare e si chiama “Tabarelli de Fatis” o “de Tabarelli de Fatis di Terlago” e anche “Tabarelli di Terlago”.

Il nome rimanda di per sè alla località di Terlago, dove si trova un castello, che in antico, perlomeno fino al 1918 era sede della famiglia Tabarelli de Fatis di Terlago. Nel locale cimitero si trovano, come anche in diversi altri luoghi, molte tombe col nome Tabarelli de Fatis accanto a tombe col nome Tabarelli. Un altro castello della famiglia fu il Castel Vigolo nella località Vigolo Vattaro presso Trento, che la famiglia Tabarelli de Fatis ricevette il 27.03.1479 dal vescovo di Trento. Nel secolo 19. la famiglia si trasferì di lì a Trento, dove esiste una splendida costruzione che porta il nome di “Palazzo Tabarelli”, oggi sede di una banca.

La famiglia Tabarelli de Fatis il 6.04.1432 ricevette a Parma dall’imperatore Sigismondo il titolo nobiliare di riconoscimento imperiale e nel 1433 dal vescovo principe di Trento Alessandro, principe di Polonia e duca di Massovia uno stemma. Nel 1508 la famiglia riceve la Landesstand tirolese e nel 1636 dall’imperatore Ferdinando II il titolo di conte.

[Fonti: J. Siebmacher’s grosses und allgemeines Wappenbuch, rieditato dal Dr. Otto Titan von Hefner, IV. Volume prima sezione: La nobiltà della contea principesca del Tirolo, Nurnberg, editrice di Bauer und Raspe Julius Merz, 1857; Altre fonti: Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Famiglie nobili e titolate viventi, vol. VI, Milano, ed. Enciclopedia storico-nobiliare italiana 1932-1939]

Nel 14. Secolo e antecedentemente la famiglia si chiamava semplicemente “de Fatis de Trilaco”. Tra il 14. e il 15. Secolo le due famiglie de Fatis e de Trilaco (poi Terlago) si divisero. Il nome viene citato per la prima volta in un Documento del 29.06.1393.

Il primo a ricevere il sopracitato titolo nobiliare fu, nel 1432, il dottore in diritto Paolo de Fatis de Trilaco, figlio del dottore di diritto Antonio de Fatis de Trilaco. Questo Paolo portava un mantello spagnolo, strano per il Tirolo, detto “tabarro”. Per questo ricevette il soprannome “Tabarello”, citato per la prima volta in un documento del 1432. Il plurale di questo nome “Tabarelli” divenne nel corso del tempo il nome principale della famiglia, al più tardi perlomeno dalla registrazione della matricola dei cittadini di Trento nel 1577. Una parte della famiglia continuò a portare il nome Tabarelli con l’aggiunta “de Fatis” e un’altra parte no. Un’altra parte della famiglia si chiama solamente “di Terlago” oppure “da Terlago”.

[Fonti: Rerum gestarum Familiae Trilacae Memoria, Familienchronik des Grafen Franz von Terlago, Bludenz 1953, pag. 25 ss.]

Ulteriori domande si possono rivolgere all’autore di queste righe:

Michael Tabarelli, Stresemannweg 4, 32052 Herford, Telefono 05221/72380; Ufficio: tel. 05221/56056;
Fax: 05221/56238; E-mail: RA.Tabarelli@t-online.de

Per la fornitura di queste fonti ringrazio il mio amico (purtroppo perso di vista) Vilmos Acsay e il consule generale dell’Austria nel Liechtenstein, Dr. Werner Tabarelli.
Altre ricerche sono state intraprese dal sac. Salesiano Giuseppe Tabarelli (attualmente a Vigliano Biellese) che ha partecipato al primo e al secondo incontro delle famiglie Tabarelli in Germania (settembre 1996).

Emilia Romagna

Dal Trentino, luogo di origine della famiglia, i Tabarelli si sono estesi anche nell’Emilia-Romagna, e qui possiamo dire che fu all’epoca dell’imperatore Carlo V che inviò a Modena come podestà Tommaso Tabarelli. Così in questa regione troviamo i Tabarelli presenti principalmente nel Modenese, a Mantova e nei comuni di Goito, Roverbella, Revere.

Lombardia

Dal Trentino, dove hanno avuto origine, i Tabarelli si sono estesi anche in altre regioni vicine come la Lombardia, dove risultano presenti famiglie Tabarelli nei seguenti paesi o città: BergamoBresciaComoCremonaLeccoLodiMantovaMilanoMonza e della BrianzaPaviaSondrioVarese.

Si presuppone che dal vicino Trentino, le prime presenze di Tabarelli si siano diffuse soprattutto nella provincia di Brescia. Ecco alcune testimonianze che mi sono arrivate.

I Tabarelli bresciani provengono da Degagna di Vallesabbia, ora frazione di Vobarno (Brescia). Qui vi sono famiglie che pur portando lo stesso cognome non si ritengono parenti tra di loro, quindi la loro presenza è di antica data, come dimostra un’antica lapide di Idro (BS) in cui si ricorda un Giovanni Tabarelli da Degagna, nato nel 1764.

Dati sui Tabarelli sono stati rilevati dagli archivi della parrocchia di Degagna.  L’archivio si ferma a circa la metà del Settecento, ma ho motivo di ritenere che i Tabarelli siano arrivati in questa località in era molto antecedente in contemporanea con le famiglie più vecchie (i Federici provenienti dalla Valle Camonica, i Ceresini, gli Scudellari e i Preti, provenienti dalla Valle di Non).

Degagna, ora frazione dei Vobarno, ha sempre fatto comune a sé fino al 1928 con l’entrata in vigore della legge fascista che aboliva i piccoli comuni. Questa frazione, con il calo demografico in atto da alcuni decenni, è passata dalle mille unità alle attuali 600 circa.

In questo paese non c’è famiglia che non abbia un legame diretto o collaterale con i Tabarelli; infatti a causa anche di numerose omonimie, per distinguere i Tabarelli provenienti da diversi ceppi si è ricorsi ai soprannomi come: i Gros (i grossi), i Màgher (i Magri), i Gian-Marie  (figli di Giovanni e Maria) e i Bericet ramo a cui appartengo.

Per voce dei miei genitori so che proveniamo da Trento, anche se non mi è stata precisata la località. I Tabarelli sparsi in Valle Sabbia, sul Garda (Salò, Gardone Rivera, Toscolano-Maderno) e Brescia città sono tutti oriundi di Degagna (almeno quelli che conosco).

I miei avi, sia da parte materna che paterna, erano proprietari di fucine che producevano chiodi; a detta di mio padre questi chiodi, attraverso commercianti bresciani, finirono anche nei cantieri navali della Repubblica Veneta. Per questo motivo un mio antenato, Giovan-Battista, era soprannominato il “chiodarolo”. La galleria costruita dalla ex Società Elettrica Bresciana, per il prelievo di acqua dal lago d’Idro necessario per alimentare la grossa centrale di Carpeneda di Vobarno dettò la fine (fra il 1920-1925) di queste numerose officine che si videro private dei canali di alimentazione assorbiti dalla galleria medesima. Gli operai confluirono in prevalenza negli Stabilimenti Falck di Vobarno.

(Dati forniti  (08.11.1997) da Carlo Tabarelli, 25070 Degagna (BS).

Con molta curiosità feci visita alla Parrocchia di Degagna, dove ho trovato qualche mio avo (battesimi, matrimoni, morti). Ma io non sono esperto di consultazioni di archivio e penso se ne potrebbe ricavare molto di più.

Ad ogni modo ne ho tratto uno schema, dal quale estraggo questo piccolo saggio concernente la mia famiglia con i discendenti e ascendenti Tabarelli in linea diretta. Il nostro cognome è chiaramente di derivazione trentina. I nonni mi raccontavano, in base ad una tradizione orale, che il capostipite venne in Degagna da Riva del Garda ed era, espressione curiosa, “figlio di nessuno”.

Veneto

Dal Trentino i Tabarelli si sono estesi anche in altre regioni vicine come la Lombardia e il Veneto, soprattutto nella provincia di Verona.

Tabarelli nel Veronese

Cercando su un programma che evidenzia i cognomi, ho scoperto un folto gruppo di Tabarelli nella provincia di Verona, concentrati soprattutto a Villafranca, Rosegaferro, Cavalcaselle. Con l’aiuto di un volonteroso, siamo riusciti a mettere insieme un bel numero di famiglie Tabarelli, tutti inseriti nel programma genealogico. Non ho notizie sulla provenienza di queste famiglie, ma mettendo insieme i dati raccolti, ho ricostruito un quadro generale il cui capostipite è Francesco Tabarelli (*1833-+1903) sposato con Dalgal Maria, che hanno dato la vita a 8 figli (5 maschi e 3 femmine) che hanno dato origine a una trentina di famiglie considerando solo la linea maschile.